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01/03/2016 - Boscia scrive a Lorenzin
 
 
 
 

Boscia scrive a Lorenzin sulla maternità surrogata

A nome mio personale e di tutta l’associazione Medici Cattolici che rappresento desidero rivolgerle un sentito e doveroso ringraziamento per il suo impegno e per la sua azione politica riguardo al delicatissimo tema della maternità surrogata e alla irrispettosa pratica dell’utero in affitto. Noi medici cattolici vogliamo essere dalla parte dei più piccoli, dalla parte dei bambini che non hanno sufficiente voce per essere ascoltati. Questi involontari protagonisti delle tecnologie riproduttive non sono mai stati al centro dei tanti assurdi e perversi dibattiti, tutti tesi a trasformare desideri in diritti.

I bimbi sono soggetti d’azione e non oggetti di acquisto o sfruttamento, né possono essere privati del fondamentale legame gestazionale. Di fatto ogni deriva commerciale della Procreazione Medicalmente Assistita trasfigura e trasforma la riproduzione umana in vera e propria produzione, compiendosi così un dissennato delitto contro l’umanità. La “gestazione per altri” rompe ogni benefico e naturale legame biologico e determina una grande e profonda ferita sul delicato registro neurosensoriale dell’embrione, così materializzato e cosificato. Chi afferma oggi l’inesistenza di questa etologica sensibilità, proponendosi come supponente scienziato, non può con la sua arroganza rompere e violare innegabili e prioritari diritti di natura etica, intimi e delicati, infrangendo anche le complesse e complementari armonie biologiche del nostro corpo. Le siamo grati perché le sue dichiarazioni aprono nuovi orizzonti di dialogo, nel tentativo di sfuggire alle trappole del pregiudizio, delle ideologie, dell’intolleranza e dell’opposizione. Le siamo accanto per guardare con fiducia e attenzione agli sviluppi della scienza, e lo facciamo senza alcuna demonizzazione, senza mai disgiungerci dall’assoluto rispetto per la dignità della vita. Siamo con lei per dare rilievo alla ricerca, a quella sanitaria e a quella psico-pedagogica e sociale, non per fare chiacchiere demagogiche, ma per sottolineare che le grandi e positive frontiere scientifiche diventano ancora più nobili, se attente al destino del mondo e dell’uomo che lo abita.

Grazie per aver sostenuto l’armonia del nascere, quell’armonica complementarietà che vede la donna, la madre fecondata, aprirsi alla vita “nel nome del Padre e nel nome della Madre”, nome che si proietta sul più piccolo dei piccoli, l’embrione. Con rispettosa stima e molti cordiali saluti.

Il Presidente Nazionale
Filippo M. Boscia

 
     
 
 
   







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