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18/02/2009 - Lettera aperta dei Medici Cattolici di Teramo
 
 
 
 
Il nostro senso civico ci autorizza a parlare, la nostra attività lavorativa ci qualifica nel parlare, la nostra professione di fede ci impedisce di tacere. Non vogliamo polemizzare ma dare spunti di riflessione partendo da concetti fondamentali. Quotidianamente, sia nell’attività professionale che nel contesto sociale o familiare, viviamo quello che Eluana ha vissuto e altre 3000 persone vivono. Ci preme sottolineare due concetti di verità fondamentali ed indiscutibili: Persona e vita. La cultura dominante afferma che se non si è: giovani, ricchi, belli, famosi e vincenti: non si è. La vita si realizza solo negli eccessi di vuoto edonismo e trasgressivo autolesionismo. Si comprende come sia inconcepibile la malattia, la vecchia, la sofferenza e la morte. Paradossalmente questa cultura che teme la morte per sfuggirla, la insegue! quella interiore e quella corporale. Non c’è né spazio, né tempo, né risorse per i malati irrecuperabili (pur se stabili), i vecchi , i “perdenti”. I colonizzatori del far west sopprimevano il cavallo azzoppato con un colpo di pistola. La mistificazione dei valori comincia con la mistificazione dei termini. Compassione (cum passus) vuol dire: partecipare all’altrui patimento – provar dolore per il male altrui. Si può veramente provare compassione per una persona, una situazione solo se si partecipa (si è parte), allora si che si può alleviare il carico. Compatire non vuol dire sopprimere una vita. Un cuore che batte autonomamente ed una respirazione indipendente: questa è vita. La vita è dono del quale non disponiamo, si realizza mentre lo spendiamo. Misteriosa, potente ma fragile, è nell’attimo presente che traduce il futuro in passato. Inizia con due cellule che si fondono in una sola, poi… esplode la vita, miliardi di cellule differenziate ed in armonia per essere “un essere”, unico ed irripetibile, fino all’ultima manifestazione della vita che è la morte: quella naturale. A proposito, noi possiamo scrivere e voi potete leggerci perché nessuno ha interrotto volontariamente questa meravigliosa metamorfosi: la gravidanza delle nostre progenitrici – la nostra vita. In altre parole: tutti noi eravamo solamente “un ammasso informe di cellule”. Sappiamo che il significato etimologico del termine eutanasia è: eu (buona) tanatos (morte) e noi tutti preghiamo, recitando l'Ave Maria, per la nostra eu- tanasia. Quella che si è inflitta ad Eluana non è stata una buona- morte. Eluana non è stata condannata ad una eutanasia, Eluana è stata condannata ad una dis-tanasia (cattiva morte). La privazione di alimenti ed acqua, oltre il significato reale, assume anche un grosso valore simbolico. A proposito: avevo fame ....! avevo sete... ! Non c'è bisogno di un credo religioso per rispondere a questo quesito fondamentale. Come dovrebbe comportarsi un cittadino del terzo millennio ? Come si dovrebbe comportare un medico (anche quello non cattolico) al capezzale di una paziente anoressica? Come dovrebbe comportarsi un uomo che dopo anni di studi veste un camice e si accosta ad un paziente con tendenze suicide, lo deve assecondare? Abbiamo studiato e ci siamo formati per combattere le malattie, alleviare il dolore, promuovere la salute, difendere la vita. Noi siamo i primi a rifiutare l’accanimento terapeutico perché l’ultima espressione della vita è proprio la morte: ma quella naturale. Non vogliamo tenere in vita i cadaveri e non vogliamo forzare a curarsi chi non vuole più, ma deve essere una decisione personale, incondizionata, ragionata, consapevole e riconfermata (perché nella vita si cambia), non di certo per sentito dire o per interposta persona ancor peggio se non delegata. Una persona era in vita. Una sentenza ha concesso la rimozione del neo cordone ombelicale, ma prima di questo è avvenuto qualcos’altro: la privazione di un farmaco potentissimo: l’amore. Senza più “le cure” delle Suore Misericordine è venuto a mancare questo “farmaco” che la tecnicistica sentenza non aveva contemplato. Una sentenza … . I costituzionalisti di chiara fama hanno disquisito su questo e noi siamo fieri della nostra Costituzione e non siamo tecnici, per questo non entriamo nel merito. Ci sembra strano che la Costituzione tuteli il diritto alla vita, la legge contempli l”omicidio di consenziente” e persegua l’istigazione al suicidio. La legge sulla Privacy obbliga una delega scritta per ritirare un documento, poi si può disporre di una vita “per sentito dire”. Il fatto è questo: una persona era in vita, indifesa e dipendente, proprio nel momento del massimo bisogno…il seguito è ben noto a tutti. “Summum ius summa iniuria”, mai stata così vera questa massima. Eluana, certamente ora conoscerai il Giudice dei giudici, il Medico dei medici e l’Unico Vero Padre che per definizione è Amore e sempre ci accoglie. Teramo 18/02/09 Medici Cattolici - Teramo
 
     
 
 
   







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